12/05/2026 / GIALLO

Quando l'insegnante è sotto accusa

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La storia di un insegnante accusato di molestie verso un'alunna, tra presunzione di innocenza e necessità di protezione dei minori.

Le accuse di molestie rivolte agli insegnanti rappresentano uno dei temi più delicati e divisivi della società contemporanea. Da un lato esiste la necessità imprescindibile di proteggere i minori e di garantire alle vittime il diritto di denunciare comportamenti abusivi senza paura o vergogna; dall’altro, resta centrale il principio della presunzione d’innocenza, troppo spesso travolto dalla velocità del giudizio pubblico.

Il racconto Magister Iniquitatis di Alberto Costantini affronta proprio questa zona grigia, raccontando la vicenda di un professore accusato di molestie e progressivamente espulso non solo dalla scuola, ma dall’intera vita sociale. Pur senza prendere una posizione definitiva sulla colpevolezza o innocenza del protagonista, il testo mostra come il sospetto possa diventare una condanna permanente, anche prima di qualunque sentenza.

Negli ultimi anni, casi simili hanno acceso dibattiti accesi in molti Paesi. La scuola è un ambiente fondato sulla fiducia: famiglie e studenti affidano agli insegnanti un ruolo educativo e umano profondissimo. Quando emerge un’accusa, l’impatto emotivo è enorme e la pressione dell’opinione pubblica spesso rende impossibile attendere i tempi della giustizia. Sui social network, soprattutto, basta una notizia incompleta per trasformare una persona in colpevole agli occhi di migliaia di utenti.

Questo non significa mettere in discussione il diritto delle vittime a essere ascoltate. Al contrario, significa riconoscere che la tutela delle persone più fragili non può prescindere da indagini accurate e da un sistema capace di distinguere tra sospetto, prova e verità processuale. Perché, come suggerisce il racconto di Costantini, anche quando un processo finisce, il marchio sociale spesso rimane. E in una società dominata dall’emotività e dalla comunicazione istantanea, recuperare equilibrio e prudenza nel giudizio è diventato sempre più difficile.

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