22/09/2026 / FANTASCIENZA

La musica contro la guerra

Il libro con la serie completa di Wakosky Road di Stefano Tartarotti è edita da Festina Lente Edizioni e <a href="https://amzn.eu/d/2VMOVJP">disponibile su Amazon</a>

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L'uscita di Amadeus di Massimo Citi ci ricorda un fatto accaduto durante la Seconda guerra mondiale

Durante la Seconda guerra mondiale nel campo di concentramento di Auschwitz le SS decisero di formare un'orchestra mettendo insieme le prigioniere che sapevano suonare qualche strumento. La usavano per la propaganda, per far vedere quanto fossero bei posti i campi in cui chiudevano e sterminavano i prigionieri. Col tempo, l'orchestra si arricchì di musiciste ebree, spesso professioniste. Nel 1943 la direzione fu affidata a Alma Rosé, nipote di Gustav Mahler. La musica per quelle prigioniere era vita: le teneva fuori dai forni, dal lavoro forzato, dava loro una ragione per vivere, giorno dopo giorno. Alla fine della guerra furono tutte trasferite, con un carro bestiamo, a un lager in Germania dove avrebbero dovuto essere fucilate. Ma proprio il giorno dell'esecuzione il campo fu liberato dalle truppe inglesi.

Il tema della musica come resistenza alla guerra, alla violenza, alla brutalità, è ripreso da Massimo Citi nello splendido romanzo in uscita oggi, Amadeus. L'orchestra che viene messa in piedi sul pianeta che prende il nome da Mozart è composta da zoogeni, esseri basati su specie di animali terrestri potenziate per essere intelligenti come esseri umani, usati come manovalanza, come assistenti, se non schiavi, degli uomini. Amadeus è un pianeta morente che ospita una specie autoctona che rappresenta un mistero: è intelligente o no? È possibile comunicare? Non sempre queste domande hanno una risposta semplice.

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