15/07/2026 / FANTASY

Letteratura di evasione

Il libro con la serie completa di Wakosky Road di Stefano Tartarotti è edita da Festina Lente Edizioni e <a href="https://amzn.eu/d/2VMOVJP">disponibile su Amazon</a>

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L'uscita del romanzo Caverock ci fa ragionare su un aspetto della letteratura fantastica: è davvero una lettura di evasione? E se lo è, siamo sicuri che non sia proprio per questo ancora più efficace?

Un popolo sterminato. Bambini rapidi, strappati alle loro origini e dispersi. Stiamo parlando di un romanzo fantasy, Caverock, di Federica Filzi (con introduzione di Alda Teodorani) ma queste parole riecheggiano sinistre fatti che purtroppo troviamo sulle pagine degli esteri dei quotidiani nella vita reale.

I generi fantastici, come fantascienza, fantasy, horror, sono considerati generalmente letture di evasione. In effetti, mentre la gente seria legge di crisi delle coppie di mezza età e adolescenti problematici, i lettori del fantastico evadono e si rilassano leggendo di crisi climatica, dei confini dell'identità umana, del rapporto con il diverso, del dramma della guerra, di qualunque guerra si tratti.

Battute a parte, crediamo che nessun libro sia mai davvero totalmente di evasione: un messaggio, un'idea – che sia politica, sociale, filosofica, psicologica – c'è sempre. Non è che magari astraendole dal quotidiano, dal riferimento diretto a realtà che si portano dietro bagagli di altri concetti che le rendono più confuse, queste idee si capiscono meglio, trasmettono qualcosa di più?

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